Home > Primo piano > 2010 > settembre >Sicurezza stadi: obiettivo comune

Sicurezza stadi: obiettivo comune

logo UEFA


Nella riunione annuale tra la UEFA e il gruppo di esperti dell’Unione Europea in materia di sicurezza “Collaborazione” è stata la parola d’ordine.

"Il nostro principio ispiratore è: la sicurezza prima di tutto”, ha spiegato Marc Timmer, responsabile UEFA per gli stadi e la sicurezza, sottolineando il messaggio uscito dalla riunione di quest’anno a Vienna sulla sicurezza in vista della prossima UEFA Champions League e UEFA Europa League.

Alla conferenza, organizzata annualmente dalla UEFA e dal gruppo di esperti dell’Unione Europea (UE) in materia di sicurezza nel calcio, hanno partecipato i rappresentanti delle forze di polizia europee e delle agenzie governative, oltre agli addetti alla sicurezza dei club impegnati nei tornei UEFA di questa stagione.

L’incontro è servito a definire strategie per la prossima stagione nei tornei a livello di club e di squadre nazionali perché si è condiviso che solo attraverso la collaborazione tra le diverse organizzazioni coinvolte è possibile garantire la sicurezza in occasione di eventi sportivi.

Secondo il vice presidente UEFA Joseph Mifsud "Adesso abbiamo un’impresa comune. Gli organi politici, la UEFA, le forze di polizia e gli organizzatori a livello locale ed europeo non sono più strutture isolate dalle altre”.

La riunione è stata articolata in workshop nei quali i partecipanti hanno discusso sul ruolo dei tifosi, sulla necessità di una collaborazione internazionale e di gestione condivisa della sicurezza.

L’impulso a una maggiore attenzione ai temi della sicurezza giunse tragicamente dal disastro dello stadio Heysel del 1985. “Quando si verificò quella tragedia avevo appena iniziato il mio lavoro alla UEFA – ha ricordato Mifsud -. All’improvviso capimmo che dovevamo fare qualcosa”.

"Dobbiamo fare il possibile per evitare il ripetersi di tragedie del genere – ha aggiunto il ministro Turtelboom, il cui Paese fu profondamente scosso da quell’evento -. Sono sicura che la situazione attuale è molto migliorata rispetto a 25 anni fa, ma non dobbiamo escludere il ripetersi di tragedie simili”.

Da allora è stato fatto molto: infrastrutture sicure, rilascio di certificati di sicurezza, sistema integrato di emissione di biglietti e buona comunicazione tra i vari servizi di emergenza. "Oltre il 98% dei visitatori degli stadi non è violento e va protetto”, ha dichiarato il ministro degli Interni belga. “Non dobbiamo avere un atteggiamento negativo. La maggior parte dei tifosi vuole godersi lo spettacolo del calcio – ha aggiunto Mifsud -. Il calcio rappresenta un campione della società, in cui soltanto una piccola minoranza è animata da cattive intenzioni”.

"La sicurezza va assicurata a tutti, dentro e fuori gli stadi, andando e tornando dagli stadi, e anche a chi non è tifoso – ha dichiarato il ministro austriaco Fekter, che sta condividendo l’esperienza maturata a UEFA EURO 2008 con Polonia e Ucraina, organizzatori di UEFA EURO 2012.

Il ministro degli Interni austriaco ha espresso un elogio per lo sforzo intrapreso dal Belgio, che detiene la presidenza di turno dell’UE. "Innovazioni nella sicurezza negli stadi, vie di fuga, prevenzione anti-incendio, ecc, sono tutti temi su cui il Belgio sta insistendo con forza”, ha spiegato.

Un’iniziativa legislativa che ha giovato molto alla causa della sicurezza degli stadi è il Trattato di Prum, che ha portato enormi benefici in materia di cooperazione transfrontaliera tra forze di polizia. Da quando il trattato è diventato legge dell’UE, non sono più necessari contratti bilaterali per ogni singolo evento internazionale. "Polizia e tifosi non sono entità in contraddizione”, ha dichiarato il ministro Fekter.

 

13 settembre 2010

Documenti correlati

 

Logo Ministero dell'InternoUfficio per lo SportLogo Polizia di StatoLogo CarabinieriLogo Guardia di FinanzaLogo Vigili del fuocoLogo ConiLogo figclega di serie Alega serie BLogo lega calcio nazionale dilettantiLogo TrenitaliaLogo AutogrilAssociazione Nazionale Comuni Italiani