''Dalla Giustizia sportiva attendiamo risposte importanti. Perche' il segnale e' meno di quanto ci si aspettava''. Roberto Massucci, segretario dell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive, ha commentato cosi' a RadioRadioTv l'iniziativa presa dalla Federcalcio di sospendere domenica prossima i campionati professionistici di B e C, in segno di lutto e di rispetto per la morte di Gabriele Sandri, il giovane tifoso della Lazio ucciso da un agente della Polstrada mentre era a bordo della sua auto per cause ancora tutte da accertare.
Massucci avrebbe auspicato anche lo stop della Serie A, ma l'impegno della Nazionale contro la Scozia di sabato per le qualificazioni ad Euro 2008 ''non ha dato la possibilita' di fare qualcosa in piu''. E' stata, ha aggiunto il segretario, ''una circostanza fortuita e sfortunata''.
Massucci ha poi parlato degli scontri avvenuti domenica scorsa a Roma e Bergamo: ''Le tifoserie estreme hanno dimostrato, con incidenti gravissimi di piazza, di avere ancora potenzialita' importanti nell'incidere sulla massa, sulla piazza e sullo stadio. La via del dialogo con le tifoserie - ha spiegato - necessita di nuove precondizioni, perche' quelle che abbiamo ora non sono adeguate''.
Tra le strategie del Viminale c'e' sicuramente la lotta ai vertici delle tifoserie organizzate violente: ''La logica del divieto della trasferta mira a rompere certe leadership e la forza di queste persone. Solo allora si potra' riprendere un dialogo vero".
Il segretario dell'Osservatorio ha stigmatizzato in particolare il comportamento delle tifoserie estreme, distinguendo gli ultras dai ''facinorosi'', personaggi ''estremamente pericolosi'' che vanno isolati.
''Bisogna lavorare - ha sottolineato - per rescindere il legame all'interno di questi gruppi di sbandati''.
Le possibilita' di un ritorno al dialogo, come dimostra anche l'esempio di Firenze (''i tifosi viola non creano piu' problemi perche' li' e' iniziato da tempo una nuova politica, che deve continuare''), e' sempre possibile, ma per ora ''non esistono ancora le precondizioni''.
Secondo Massucci dunque il nuovo giro di vite sulle trasferte era inevitabile. ''Le limitazioni dei trasferimenti - ha ricordato - gia' erano previste dopo i fatti di Catania. Bisogna ammettere che la previsione di fatto non ha prodotto appieno gli effetti desiderati. Per questo sono stati decisi ulteriori ostacoli alla vendita dei biglietti. Le trasferte sono un momento di rafforzamento per chi dirige questi gruppi estremi. Il divieto mira a rompere la leadership di queste persone. Solo dopo sara' possibile la via del dialogo''.
Negli ultimi anni ci sono stati ''segnali di distensione'', ha concluso Massucci, ma di fronte a episodi di tale gravita' ''il livello di rigore deve alzarsi''.
13 novembre 2007