Da venerdì 30 marzo sarà vietato l’ingresso negli impianti sportivi di oggetti di “manifestazione esteriore”, quali tamburi, megafoni, sirene e di qualsiasi tipo di striscione e bandiera non preventivamente autorizzato.
L’eventuale introduzione ed esposizione del citato materiale all’interno dell’impianto sportivo può essere consentita esclusivamente previa comunicazione alle società sportive e autorizzazione del Gruppo Operativo Sicurezza (organo composto da un funzionario di Pubblica Sicurezza, un responsabile della Sicurezza della Società, dei VV.FF. e della squadra ospite) o, per gli impianti con capienza al di sotto dei limiti imposti dalla normativa vigente (per i quali non è previsto il GOS), della Questura.
La valutazione ai fini dell’autorizzazione terrà conto, oltre che del contenuto, delle dimensioni e della natura del materiale degli striscioni, anche di ogni altro elemento che possa pregiudicare la sicurezza dell’impianto sportivo.
E', tuttavia, importante evitare l'eventuale confusione che può insorgere tra i divieti contenuti nel DL dell'8 febbraio e quelli stabiliti dall'Osservatorio e dalle Società Sportive. "La legge può stabilire che un comportamento costituisce reato o comunque illecito nel nostro ordinamento - chiarisce il Prefetto Antonio Manganelli - ma la Società Sportiva può dire che un oggetto, pur non essendo idoneo ad offendere, non può entrare all'interno dell'impianto perchè contrario ai valori dello sport, generatore di equivoci, fomentatore di odio, ecc. ecc. Si tratta, dunque, di due piani diversi che non vanno confusi".
Tutte le indicazioni in ordine alle modalità da seguire per ottenere l'autorizzazione ad introdurre il materiale consentito sono contenute nella determinazione nr. 14 dell'Osservatorio.
28 marzo 2007